Psicofarmaci e bambini: in Italia non c’è un’epidemia (ma l’uso non è sempre razionale)

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha espresso, per bocca del dottor Shekhar Saxena, direttore del Dipartimento di Salute Mentale, preoccupazione per l’aumento della prescrizione di farmaci antidepressivi in età pediatrica. Stando a quanto riportato in uno studio recentemente pubblicato sulla rivista European Neuropsychopharmacology , la percentuale di bambini a cui sono stati prescritti questi farmaci è aumentata tra il 2005 e il 2012  del 61% in Danimarca, del 54% nel Regno Unito, del 49% in Germania, del 26% negli Stati Uniti e del 18% in Olanda.
La prevalenza di prescrizione di antidepressivi nel 2012 nelle 5 nazioni che hanno partecipato allo studio varia tra 0,5% in Germania e 1,6% negli Stati Uniti.

L’entità dell’aumento desta preoccupazione, ma le cifre fornite riguardano quello che in gergo statistico viene chiamato “aumento relativo”.  Prendiamo per esempio quanto osservato in Germania: la proporzione di bambini e adolescenti che hanno ricevuto antidepressivi era di 3 per mille abitanti nel 2005 ed è aumentata a 5 per mille nel 2012. Il tasso è quasi raddoppiato, ma in termini assoluti l’aumento è di 2 per mille (pur sempre rilevante, ma un po’ meno impressionante).

Qual è la situazione italiana?

Sul numero di marzo 2016 della rivista European Child e Adolescent Psychiatry (ECAP) è stato pubblicato uno studio sulla prescrizione degli psicofarmaci in età pediatrica in Italia.
Questo studio, coordinato dal laboratorio presso cui lavoro con la collaborazione di gruppi di ricerca in differenti regioni italiane, ha monitorato le prescrizioni fatte a un campione di 5 milioni di bambini e adolescenti italiani (che corrisponde alla metà di tutta la popolazione italiana) per un periodo di 6 anni (dal 2006 al 2011).

Questi sono i principali risultati dello studio:

  • Nel 2011, 9.000 minori hanno ricevuto almeno una prescrizione di psicofarmaci (prescritti sulla cosiddetta “ricetta rossa”), pari a una prevalenza di prescrizione di 1,8 casi ogni 1.000 abitanti.
  • 5000 bambini e adolescenti hanno ricevuto antidepressivi (1 per 1000) , 3500 antipsicotici (0,7 per mille) e 1000 (0,2 per mille) farmaci per il trattamento della sindrome da iperattività e deficit di attenzione (ADHD)
  • La prescrizione degli psicofarmaci è risultata maggiore, come atteso, durante l’adolescenza (a 17 anni la prevalenza raggiunge il 7 per mille)
  • Non sono state osservate differenze nella prevalenza di prescrizione tra regioni o province, al contrario di quello che si osserva per altri farmaci, come per esempio gli antibiotici. Questo potrebbe indicare che non ci sono differenze geografiche significative nell’epidemiologia dei disturbi e nell’attitudine a prescrivere i farmaci
  • La prevalenza di prescrizione è rimasta costante nel tempo, con l’eccezione dei farmaci per l’ADHD il cui consumo è aumentato in maniera del tutto attesa, poiché sono entrati in commercio in Italia nel 2007.
    Nel caso degli antidepressivi la prevalenza è leggermente diminuita, da 1,3 a 1 per mille (esprimendola in termini di riduzione relativa si tratta di una diminuzione del 23%).

Prevalenza_psicofarmaci

Questo studio ha il limite di non aver potuto valutare i motivi per cui i farmaci erano stati prescritti e di aver analizzato solo le prescrizioni che vengono rimborsate dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN), quelle cioè fatte sulla “ricetta rossa”. Alcuni medicinali, come le benzodiazepine, non sono rimborsati dal SSN e quindi è possibile che il numero di bambini e adolescenti che utilizzano psicofarmaci è lievemente sottostimato.
In ogni caso, è ragionevole pensare che in Italia i minori di 18 anni in terapia con psicofarmaci siano tra 20 e 30 mila (2-3 per mille).
Per quanto riguarda gli antidepressivi, la possibilità di sottostimare la prescrizione è bassa; la prevalenza osservata in Italia è 10 volte inferiore rispetto a Stati Uniti e Regno Unito, e 5 volte inferiore rispetto alla Germania.
Una volta tanto non siamo tra le nazioni europee con il maggior consumo di farmaci.

In Italia non siamo quindi di fronte a un’epidemia di prescrizione di psicofarmaci, come paventato da alcuni.
Possiamo quindi stare tranquilli? Solo in parte. Perché una bassa prevalenza non equivale necessariamente ad affermare che i farmaci sono prescritti in modo appropriato.

Sono stati prescritti, per esempio, farmaci che non sono autorizzati all’impiego in età pediatrica e con studi che non hanno dimostrato la loro efficacia nei bambini e negli adolescenti, come  la paroxetina,  discussa già in precedenza in questo blog. Numericamente i casi sono pochi (500 quelli riscontrati nel 2011 nello studio), ma la prescrizione di questo medicinale è difficilmente giustificabile considerando che espone i bambini a rischi non bilanciati da possibili benefici.
Nella metà dei casi, inoltre, gli antidepressivi sono prescritti direttamente dal medico di famiglia senza che vi sia stato un consulto con uno specialista, probabilmente anche per sintomi o disturbi che non necessariamente richiedono il ricorso al farmaco.

A volte, invece, è possibile anche il contrario: che vi siano pazienti a cui non viene prescritto un farmaco di cui avrebbero invece bisogno.

Tutto questo rimanda alla necessità che ci siano interventi formativi ed educativi rivolti innanzitutto agli operatori sanitari sull’uso razionale di questi farmaci. Allo stesso tempo sarebbe opportuno che si attivasse un monitoraggio dei percorsi terapeutici e assistenziali dei bambini con disturbi neuropsichiatrici. E’ stato fatto alcuni anni fa per l’ADHD, per cui è stato costituito un registro nazionale; potrebbe essere utile attivare una simile esperienza (migliorandola e adattandola) anche per altri disturbi dell’età evolutiva.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...