L’assoluzione del dottor Nello Martini. Una storia di ingiustizia ignorata dai media (e dai complottisti de noantri)

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Dog in sleep – By Eugene0126jp (Own work) [CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0) or GFDL (http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html)%5D, via Wikimedia Commons https://commons.wikimedia.org/wiki/File%3ADog.in.sleep.jpg
E’ di lunedì 26 ottobre 2015, la notizia dell’assoluzione da parte del Tribunale di Roma del dottor Nello Martini, “fondatore” dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e direttore fino a luglio 2008, dall’accusa di disastro colposo perché “il fatto non sussiste”. Ci sarebbe di che essere contenti, non fosse per quel pizzico di amaro in bocca che rimane a chi a seguito più o meno da vicino questa vicenda.

E’, infatti, una di quelle storie che possono essere classificate quantomeno alla voce “ingiustizia” e che merita perciò di essere conosciuta e ampiamente condivisa.

Nel maggio 2008 il dottor Martini, allora direttore generale dell’AIFA, era stato accusato di “disastro colposo” dalla Procura di Torino (successivamente l’inchiesta è stata trasferita a Roma). Di quali colpe si era macchiato per subire un’accusa così pesante?  Avrebbe messo in pericolo la salute dei cittadini perché l’Agenzia da lui diretta non aveva aggiornato tempestivamente le informazioni contenute nei foglietti illustrativi di ventidue farmaci (su oltre 13.000 specialità medicinali in commercio) tutti in vendita in Europa, Italia compresa, da almeno dieci anni, e dunque con un profilo di sicurezza già adeguatamente conosciuto.

Nel luglio 2008 nove autorevoli farmacologi e clinici italiani hanno redatto un parere pro veritate smontando le tesi della consulente della procura di Torino. Secondo gli esperti, «in nessun caso un eventuale ritardo nell’approvazione delle schede tecniche può aver avuto conseguenze di qualche rilievo sulla salute pubblica». In quasi tutti i casi le informazioni sui rischi e gli effetti collaterali dei medicinali erano infatti già presenti nei foglietti illustrativi, e le modifiche richieste riguardavano una differente formulazione di frasi/termini riportati. In pratica, molto spesso le modifiche erano formali e non sostanziali.
Il parere è un documento tecnico, forse non del tutto comprensibile per i non addetti ai lavori, ma meriterebbe una lettura, in quanto documenta, attraverso il confronto della versione precedente della scheda tecnica e della variazione richiesta (e non tempestivamente attuata) come le modifiche fossero minime e non aggiungessero nuove informazioni riguardanti la sicurezza dei farmaci

Nonostante il parere degli esperti e le conclusioni di una commissione ministeriale, il dottor Martini nel 2008 venne frettolosamente licenziato dall’AIFA e sottoposto a processo.
Già assolto dalla stessa accusa nel 2010 (sentenza annullata dalla Cassazione per motivi formali) lo è stato nuovamente il 26 ottobre, dopo 7 anni e mezzo dall’inizio di questa vicenda.

Quale differenza tra questa storia e altre di persone che hanno subito ingiustamente un processo? Perché merita di essere conosciuta? Si dirà, ci sono persone che hanno dovuto affrontare anche il carcere, magari per anni, prima di vedere riconosciuta la propria innocenza.
L’impatto di questa storia va, però, oltre la dolorosa vicenda personale, ma ci riguarda tutti come cittadini.
Il dottor Martini aveva avuto il merito di creare un’agenzia con il compito non solo di occuparsi della registrazione dei farmaci e del monitoraggio della loro sicurezza di impiego, ma anche di realizzare iniziative di informazione indipendente sui farmaci rivolte agli operatori sanitari, di sostegno alla ricerca indipendente, soprattutto su problemi di salute poco frequenti e sul confronto “testa a testa” tra differenti strategie terapeutiche (in genere poco appealing per l”industria) e di contenimento e razionalizzazione della spesa farmaceutica.
Sostituito il dottor Martini, la dirigenza successiva ha sostenuto una diversa visione del ruolo dell’AIFA, più “tradizionale”: le attività di informazione indipendente e di sostegno alla ricerca indipendente sono state ridimensionate se non cancellate, mentre è stata maggiormente potenziata l’attività riguardante la registrazione dei medicinali, così da garantire l’approvazione in tempi più rapidi.

Meno informazione sui farmaci e meno ricerca indipendente vanno però a discapito dei cittadini/pazienti. Strano che questo dettaglio sia sfuggito a molti complottisti da social media.

Alcune prestigiose riviste scientifiche internazionali già nel 2008 avevano espresso timori per la sostituzione di Nello Martini come direttore generale di AIFA e per il nuovo ruolo che si stava prospettando per l’Agenzia. La rivista Nature, p.es., il 7 agosto 2008 aveva pubblicato un editoriale dal titolo Clean hands please, in cui faceva riferimento ai possibili conflitti di interesse dell’allora ministro del Welfare Sacconi, la cui moglie era direttore generale di Farmindustria, e sottolineava la necessità per il governo italiano di mantenere le distanze rispetto all’industria farmaceutica.  Invece, pur con alcune eccezioni quali l’articolo di Daniela Minerva pubblicato sull’Espresso dal titolo esplicativo “E’ bravo, mandiamolo via”, i mezzi di comunicazione nostrani si sono limitati a descrivere la vicenda in maniera acritica e superficiale, abdicando al loro ruolo di “cani da guardia” (probabilmente si sono assopiti come il cane nella foto).
Non per nulla la notizia dell’assoluzione sembra aver avuto una scarsa eco su stampa e tv.

Scrive Roberto Turno sul Sole 24 Ore Sanità: “Con la pronuncia del tribunale si chiude dunque una brutta, anzi bruttissima pagina della sanità e delle vicende del farmaco. A Nello Martini vanno restituiti onore e dignità. Lo faranno ora?” Purtroppo a chi ha sbagliato difficilmente sarà chiesto di renderne conto. Sarebbe però auspicabile che a questa notizia venisse data la visibilità che merita.

(Parte di questo post è stata pubblicata in precedenza sul blog politichedelfarmaco.it)

Ulteriori letture consigliate

La vicenda qui riassunta è raccontata in maniera dettagliata nel capitolo 8 del libro “La casta dei farmaci” di Francesco Maggi e Adelisa Maio (Newton Compton Editore, 2011). Stralci del capitolo e del libro sono consultabili anche su Google Books (a cui fa riferimento il link sopra riportato).
Inoltre, per approfondire vale la pena leggere alcune interviste pubblicate nel capitolo 9, tra cui quelle allo stesso Nello Martini e a Giuseppe Traversa (ricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità ed ex responsabile dell’Ufficio Ricerca e Sviluppo di AIFA).

Interessante è anche l’analisi di come la stampa aveva trattato la vicenda nel 2008 pubblicata dal bollettino di informazione Dialogo sui Farmaci.

Utile, infine, la lettura degli editoriali pubblicati nel 2010 dalle riviste Occhio Clinico e Dialogo sui Farmaci dopo la prima sentenza di assoluzione.

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