#Farmaci e #gravidanza: le mamme non devono essere lasciate sole

Three Wise Monkeys carved on a stable housing sacred horses at Tōshōgū shrine, Nikkō, Japan
Three Wise Monkeys carved on a stable housing sacred horses at Tōshōgū shrine, Nikkō, Japan “Hear, Speak, See no evil”
Photo taken by David Monniaux in August 2003
via Wikimedia Commons

Alcuni giorni fa ho incontrato un’amica in gravidanza che mi ha chiesto un parere. Dovrebbe sottoporsi a cure odontoiatriche ma ben due dentisti le hanno consigliato di posticiparle dopo il parto perchè non possono effettuare l’anestesia locale, in quanto pericolosa per il feto.

La sicurezza dell’impiego di farmaci in gravidanza e in allattamento è un argomento che mi trovo frequentemente ad affrontare da una quindicina di anni.
Non mi stupisco, perciò, quando mi viene chiesta una consulenza. Quello che mi stupisce è che nonostante gli studi scientifici, la disponibilità di servizi di informazione dedicati e un’intensa attività di disseminazione da parte di istituzioni e di esperti, questo argomento rimane poco conosciuto e trascurato non solo per le donne in gravidanza, ma anche per i medici e gli operatori sanitari.

La controindicazione all’anestesia locale per le cure dentali in gravidanza e durante l’allattamento è una delle leggende metropolitane più dure a morire.
Tra la documentazione (liberamente) accessibile, mi permetto di segnalare a titolo di esempio due fonti autorevoli.
La prima è un articolo modello domanda-risposta pubblicato nel 2009 da alcuni medici dell’Hospital for Sick Children di Toronto che partecipano al programma Motherisk.
Riporto qui sotto la domanda e la relativa risposta.

QUESTION
Many of my patients have asked me if they should defer dental treatment until after they have given birth. Is there any risk associated with performing dental treatments during pregnancy?
ANSWER
Appropriate and timely dental care can lead to improved pregnancy outcomes as well as greater comfort for the woman. The treatment of periodontitis, as well as the use of local anesthetics, amalgams, and x-ray scans, does not pose an increased risk to the developing fetus and is, in fact, important in contributing to maintaining optimal health for mother and baby.
Il secondo documento, scelto tra le varie fonti disponibili, è il parere sulla salute orale in gravidanza elaborato dal comitato di esperti dell’American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG). Tra le raccomandazioni del comitato troviamo:
  • Reassure patients that prevention, diagnosis, and treatment of oral conditions, including dental X-rays (with shielding of the abdomen and thyroid) and local anesthesia (lidocaine with or without epinephrine), are safe during pregnancy.
  • Inform women that conditions that require immediate treatment, such as extractions, root canals, and restoration (amalgam or composite) of untreated caries, may be managed at any time during pregnancy. Delaying treatment may result in more complex problems.
In macanza di conoscenza della lingua inglese si può ricorrere al portale sui farmaci e gravidanza dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) accessibile sia agli operatori sanitari che ai cittadini. La monografia riguardante gli anestetici locali riporta, anche se con un linguaggio non facilmente comprensibile, che gli studi riguardanti l’uso degli anestetici locali in gravidanza non hanno evidenziato un aumento dei rischi per il feto oltre il livello di base.
Ho riassunto le informazioni disponibili alla mia amica, ma purtroppo non sono stato in grado di risolverle il problema di trovare un dentista disposto a curarla.
La cautela nell’uso dei farmaci in gravidanza è raccomandabile e comprensibile alla luce di eventi tragici quali la vicenda della talidomide. La prudenza non giustifica però un atteggiamento irrazionale e dettato quasi esclusivamente dalla medicina difensiva da parte dei medici e degli operatori sanitari.
I farmaci per cui è documentato un effetto teratogeno sono relativamente pochi, mentre al contrario ci sono medicinali per i quali gli studi epidemiologici non hanno osservato un aumento dei rischi e che potrebbero essere assunti in gravidanza se necessario.
Impedire a una donna in gravidanza di curarsi in maniera appropriata per ignoranza o per timore di possibili conseguenze legali non è etico.
Come non è etico costringere (spesso senza alcun motivo) una mamma a scegliere tra la cura e l’allattamento al seno.
La difficoltà di reperire informazioni e il fatto che i foglietti illustrativi nella maggior parte dei casi riportino la controindicazione all’uso in gravidanza e in allattamento non può essere una giustificazione accettabile.
Esistono dei servizi di informazione sull’uso dei farmaci in gravidanza e allattamento (è possibile trovare riferimenti e contatti sul sito dell’European Network of Teratology Information Services), ma sono utilizzati prevalentemente dalle mamme, raramente dai medici. La mamma, però, non ha la responsabilità della decisione sulla terapia, nè può modificarla.
Invece la maternità sembra essere un “problema” della paziente, di cui il medico non vuole farsi carico. Potrebbe essere la conseguenza di un approccio più ampio e diffuso, spesso orientato a curare la malattia e non la persona malata.
Oltre ai servizi di informazione, esistono una serie di possibili fonti autorevoli che possono essere consultate liberamente attraverso internet. Segnalo le più famose (e preziose), senza la pretesa dell’esaustività ma con lo scopo di eliminare il falso alibi del “non ci sono informazioni, non so dove cercare”:
  • Il portale http://www.farmaciegravidanza.gov.it dell’Agenzia del Farmaco
  • Il sito http://www.mothertobaby.org dell’Organization of Teratology Information Specialists (OTIS), l’organizzazione che riunisce i servizi di informazione teratologica del Nord America: è possibile trovare dei fogli informativi (fact sheets) in lingua inglese e spagnola rivolti alle mamme
  • Il sito http://www.motherisk.org del programma Motherisk dell’Hospital for Sick Children di Toronto
  • La banca dati Lactmed della National Library of Medicine americana, che riporta informazioni dettagliate sulla sicurezza di impiego dei farmaci in allattamento (esiste anche un app gratuita per Androis e iOS)
E’ sufficiente un computer e un collegamento a internet (un’adeguata conoscenza dell’inglese può essere utile). In mancanza, può bastare anche un telefono e l’umiltà e la disponibilità a confrontarsi con gli esperti, senza delegare alle pazienti responsabilità che non spettano a loro e/o senza lavarsene le mani.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...