Nel Far West della salute… aspettando che arrivi Clint

Eastwood in A Fistful of Dollars (1964) - Wikipedia.org
Eastwood in A Fistful of Dollars (1964) – Wikipedia.org

I più pessimisti tra noi già sapevano che la parola fine alla vicenda Stamina non sarebbe mai arrivata.
Ma pur ormai avvezzi a tutto, ad alcune vicende surreali non eravamo preparati.
Forse sono troppo ingenuo, ma che un giudice arrivasse a nominare suo “ausiliario” una persona tutt’altro che super-partes nonchè indagata in un’inchiesta giudiziaria attinente al caso in esame è un evento di là della mia comprensione. Ma è legale?, viene da domandarsi.
Ad aggiungere un ulteriore tocco da teatro dell’assurdo, ecco la giustificazione del tribunale: “non risultava, né in via ufficiale né in via ufficiosa, che Marino Andolina fosse indagato e tantomeno per quali reati” (queste sono le dichiarazioni del presidente del Tribunale di Pesaro riportate dalla Stampa). Ma ci sono altri aspetti che evidentemente il tribunale di Pesaro (e non solo quello di Pesaro) ignora. Per esempio che il Codice di Deontologia Medica vieta l’adozione di terapie non supportate da documentazione scientifica (nonchè di terapie segrete). Può un’ordinanza di un giudice obbligare un medico a violare il codice deontologico?

Nella vicenda Stamina ha giocato un ruolo anche la presunzione (spesso in buona fede) di medici, giudici, politici e cittadini che di fronte alla salute delle persone le regole siano solo degli impicci, degli inutili lacciuoli, e che non fosse poi così grave o errato non osservarle o interpretarle in maniera soggettiva. Se non ci sono alternative, perchè negare la possibilità di tentare? Poco importa che non ci siano prove scientifiche. Non poniamo ostacoli al Progresso. In molti lo hanno pensato, senza porsi assolutamente il problema di quali rischi comporti la mancata osservanza di queste regole.

Siamo al “Far West”. Con l’infusione effettuata ieri a Brescia si è creato l’ennesimo precedente e (anche) questo caso non rimarrà isolato. Domani o dopodomani ci sarà un altro giudice che nominerà nuovamente il dottor Andolina suo ausiliario per poter garantire le infusioni di Stamina a un altro paziente e così via.
Ci si appellerà al sacrosanto principio di uguaglianza: perchè a Federico sì e a … no? E le infusioni targate Stamina potranno riprendere.
A meno che, finalmente, non arrivi qualcuno che riesca a riportare l’ordine.
La risposta spetta ora più che mai alla Politica. E’ giunto il momento che si decida se è giusto continuare con il Far West delle “sanatorie”, delle continue eccezioni e delle valutazioni arbitrarie in nome di una presunta compassione e della tutela della libertà di cura, oppure che venga riaffermato il principio che non è possibile somministrare terapie la cui efficacia e sicurezza non siano documentate da prove scientifiche.

Chiedere rigore nella valutazione dei trattamenti non è “essere privi di cuore” o mancare di rispetto al dolore di chi soffre per una malattia e dei suoi familiari. E’ proprio per il rispetto della dignità del malato che è necessaria la garanzia che le cure siano adeguatamente studiate. E lo è ancora di più nel caso dei minori, che non hanno la possibilità di decidere se sottoporsi o meno a un trattamento. Trattamento che nel caso di Stamina richiede spesso procedure invasive e non prive di dolore.

La comunità scientifica si è espressa da tempo, tocca alla politica far sentire la propria voce.

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