Il programma Horizon e la leggenda dei 70 miliardi per i metodi alternativi

Europe

Questa digressione è una sorta di post scriptum alla riflessione riguardante la nota della LAV su farmaci, bambini e sperimentazione animale. Una postilla “a parte”, poichè la miscellanea eterogenea di argomenti riportati nell’articolo su quotidiano.net che metteva insieme uso dei farmaci nei bambini e sperimentazione animale si concludeva con un riferimento (poco pertinente) al programma di finanziamento europeo della ricerca Horizon 2020:

 “Lo stesso presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), Luigi Nicolais ha sottolineato la “scarsa attenzione da parte del Governo italiano” nel progetto Horizon 2020 (che ha stanziato più di 72 miliardi per i metodi alternativi). Speriamo sia il punto di svolta per il nostro Paese che potrebbe tornare a essere un punto di eccellenza a livello comunitario e smettere di cedere all’estero le menti più promettenti, tagliando i ponti con un modello mai validato della fine dell’800: quello animale”, conclude la Lav.

Qualsiasi persona con una buona conoscenza della lingua inglese può verificare come l’informazione “…che ha stanziato più di 72 miliardi per i metodi alternativi” non sia corretta. E’ sufficiente consultare il sito del programma Horizon, o il sito dell’Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea (APRE) per chi cercasse informazioni in italiano, per osservare che:

Horizon 2020 is the biggest EU Research and Innovation programme ever with nearly €80 billion of funding available over 7 years (2014 to 2020)…

i “quasi 80 miliardi di euro” di investimento della Commissione europea non sono stanziati esclusivamente per i cosiddetti metodi alternativi, ma sono destinati a tutti i progetti di ricerca e innovazione, riguardanti tre “macro-aree”/pilastri (Eccellenza scientifica, Leadership industriale, Sfide per la società) e cinque programmi trasversali, che a loro volta si articolano in numerosi programmi/temi di ricerca.

Per fare un esempio, una delle tematiche nell’ambito del pilastro “Sfide per la società” riguarda “Salute, cambiamento demografico e benessere(“Health, Demographic change and Wellbeing”). Solo per il biennio 2014/2015 in questo “capitolo” sono previsti 34 temi per attività di ricerca in “Personalising Health and Care” e 15 per attività di coordinamento.
Uno solo di questi temi riguarda in modo specifico lo sviluppo di metodi che non impieghino animali per lo studio della tossicità delle sostanze chimiche New approaches to improve predictive human safety testing con uno stanziamento di 330 milioni di euro.

E’ possibile che ci siano altri temi di ricerca che potrebbero implicare (seppure in maniera non specifica) lo sviluppo di metodi alternativi, ma al di là dell’entità delle cifre stanziate, la vulgata della LAV riguardo ad Horizon distorce le informazioni.

Sperimentazione animale, 70 mld dalla UE per la ricerca etica!

Un chiaro segnale dall’Europa in favore dei metodi alternativi e della fine della sperimentazione animale: sono infatti oltre 70 i miliardi di finanziamenti per centri di ricerca pubblici o privati che intendono operare per lo sviluppo di metodi di ricerca scientifici ed etici, previsti dal nuovo programma quadro per la ricerca Horizon 2020 (subentra al Settimo), approvato dal Parlamento europeo.

Chiara la necessità di voltare pagina e orientare la ricerca verso metodi che siano oggettivamente utili per l’uomo senza sperperare fondi, lavoro e vite per una scienza inutile e superata.

Sono ormai note le evidenze sull’inattendibilità del modello animale e, mentre in Italia i pro-sperimentazione scendono in piazza e discutono sui giornali la necessità e l’utilità della vivisezione come metodo unico di ricerca, l’Europa guarda avanti e riconosce le potenzialità delle tecniche innovative che non ricorrono ad animali.

Il quadro per la ricerca di 7 anni (2014-2020) si basa su tre pilastri: Excellent sciences, Industrial leadership e Social challenges. Ad interessarsi ai metodi alternativi non sono dunque gli animalisti, ma le industrie e la ricerca!

Un chiaro esempio dell’importanza di investire nelle alternative è lo “Human brain project” (il progetto europeo più avanzato al mondo) che, grazie al supporto di “Horizon 2020”, produrrà il primo cervello in microchip tra soli tre anni… mentre in Italia c’è chi sostiene, addirittura, che tali metodi non esistono.

Tra i beneficiari dei cospicui finanziamenti previsti per Horizon 2020 speriamo saranno presenti anche aziende e centri di ricerca italiani, soprattutto ora che è stato approvato l’articolo 13 della legge di delegazione europea 2013 che prevede una forte implementazione dei metodi alternativi!

Mentre oltreoceano esistono laboratori robotici che testano centinaia di sostanze chimiche in pochi giorni, qui si continuano a allevare, torturare e uccidere milioni di animali, con gravi problemi etici, tempi di ricerca lunghissimi e dati non trasferibili all’uomo.

Il nostro Paese non può perdere l’occasione di risorgere economicamente e culturalmente lasciandosi alle spalle i modelli animali e la frangia di ricercatori che ignora il futuro difendendo la vivisezione.

Michela Kuan, responsabile LAV settore Vivisezione

(Sperimentazione animale, 70 mld dalla UE per la ricerca etica! 27/11/2013, http://www.lav.it; il grassetto non è mio ma è ripreso dall’originale)

Il tentativo è quello di indurre chi legge a pensare che la Commissione Europea ha deciso di investire un enorme somma di denaro per lo sviluppo dei metodi alternativi, mentre da noi un manipolo di retrogradi continua a ostinarsi a considerare insostituibile la sperimentazione animale. Con alcuni passaggi contraddittori: se “oltreoceano esistono laboratori robotici che testano centinaia di sostanze chimiche…” che bisogno c’è di stanziare 330 milioni per lo sviluppo e la validazione di approcci non animali per i test di tossicità delle sostanze chimiche (“…developing and validating routine, non-animal approaches for toxicity testing of chemical substances…”) se questi sono già ampiamente impiegati al di là dell’oceano?
E come mai nel testo del bando New approaches to improve predictive human safety testing nell’impatto atteso dei progetti di ricerca si parla di “ridotto impiego di animali da laboratorio per la valutazione della sicurezza” (“Reduced use of laboratory animals in safety testing”) e non di abolizione totale dell’impiego degli animali da laboratorio? Non era forse la sperimentazione animale un metodo superato?

E’ molto importante che si ricerchino nuovi metodi che consentano di ridurre al minimo o di evitare per quanto possibile l’impiego di animali, ma è altrettanto importante che si forniscano all’opinione pubblica informazioni veritiere. Che in Horizon ci sia un investimento consistente nello sviluppo di metodiche complementari/alternative alla sperimentazione animale è una notizia di rilievo, senza bisogno di gonfiare le cifre o di volere piegare i fatti alle esigenze della propaganda.

Del resto, sarebbe sufficiente che i lettori provassero a verificare le informazioni con un po’ di senso critico per discriminare la propaganda dai fatti.

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