Morbillo: l’Italia non è prima in Europa, ma occorre fare di più per eliminare la malattia

Lo scorso 7 gennaio il Centro Europeo per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (European Centre for Disease Prevention and Control) ha reso noto i dati della sorveglianza del morbillo nel corso dell’anno 2013 (o meglio, del periodo novembre 2012-ottobre 2013).

Il rapporto è stato ripreso dai mass media italiani con titoli come “Morbillo, record italiano”, “Morbillo, è l’Italia il paese più colpito all’interno dell’Unione Europea”, “Morbillo, 1 caso su 3 in UE è italiano”, per sottolinare come l’Italia sia il paese con il maggior numero di casi registrati: 3.429 su un totale di 12.096 casi osservati in Europa. Il tasso di incidenza della malattia (frequenza nella popolazione) è stato di 56 casi per milione di abitanti; tenendo conto della numerosità della popolazione, l’Italia non è più la maglia nera d’Europa, ma rimane comunque il terzo paese in ordine di frequenza della patologia.

Certo, nel 2010 e nel 2011 il numero di casi di morbillo era ancora più elevato (nel 2011 in Italia si sono contati 5.181 malati, 30.567 in Europa),ma l’incidenza di questa malattia rimane sempre alta, considerando che l’obiettivo dell’Unione Europea era di eliminare il morbillo entro il 2015.

Il morbillo è una malattia altamente infettiva, che può essere evitata grazie alla vaccinazione. Il vaccino contro il morbillo viene somministrato insieme al vaccino contro la pertosse e a quello contro la rosolia (vaccino trivalente MPR); in alcune regioni viene utilizzato un vaccino che contiene anche l’antivaricella (quadrivalente, MPRV). Viene somministrato in due dosi: la prima tra 12 e 15 mesi di età e la seconda tra 5 e 6 anni.
Per quanto possa sembrare una malattia innocua, il morbillo è associato a un rischio elevato (se confrontato con altre malattie esantematiche) di complicanze. Quella più temibile è l’encefalite, che compare in circa 1 caso su 1000 ammalati e che può lasciare danni permanenti nelle persone colpite.
In Europa nel 2013 otto ammalati di morbillo hanno avuto l’encefalite e ci sono stati 3 casi di morti.

La vaccinazione ha ridotto drasticamente il numero di ammalati e i casi con gravi complicanze, ma occorre tenere alta la guardia. Il fatto che meno bambini si ammalano di morbillo, rischia di far sottovalutare l’importanza della vaccinazione. Una diminuzione dei bambini vaccinati può portare a una maggiore circolazione del virus e a epidemie. Fa pensare che la maggior parte dei casi di morbillo osservati in Europa si verificano in poche nazioni (nel 2013 più il 90% dei casi riguardava 5 nazioni), ma soprattutto che negli ultimi anni l’Italia è sempre stata tra le nazioni europee con il maggior numero di ammalati. E’ un segnale che c’è bisogno di uno sforzo maggiore per cercare di cancellare il morbillo.Immagine

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